mercoledì 22 aprile 2015

70° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE









             


Le celebrazioni per il 70° anniversario della LIBERAZIONE, sono iniziate questa sera con un bellissimo spettacolo teatrale.
 
Buon 25 aprile a tutti.

venerdì 17 aprile 2015

Nominato il Garante dell'Infanzia della Regione Lombardia


UN GARANTE DELL'INFANZIA VIETATO AI MINORI

Immagini shock sul profilo facebook del neotutore regionale dei diritti dei minori

Da sei anni si attendeva la nomina del Garante regionale dei minori.
L'amministrazione Maroni ha finalmente scelto la persona giusta: un professionista specchiato, una personalità al di sopra delle parti, un profondo conoscitore delle problematiche che riguardano l'infanzia e l'adolescenza. Tutto ciò se fossimo in un mondo normale.
Ma nella Lombardia di oggi l'unico criterio che conta è la corrente politica di appartenenza.
E infatti la persona scelta e votata in Consiglio regionale da tutti i partiti del centrodestra, pur con qualche difficoltà e qualche defezione, ha due sole caratteristiche:
è un leghista ed è momentaneamente sprovvisto di poltrone.
Massimo Pagani, questo il nome del prescelto, è infatti ex assessore in Provincia di Milano, e quella non c'è più, ed era stato assessore a Rho, dove ora governa il Pd. Non essendo un nome tra i più noti, per conoscerlo meglio vale la pena, come i giornali hanno fatto, visitare il suo profilo facebook: una sequenza ininterrotta di propaganda leghista delle più forti, punteggiata da alcune perle, come l'immagine di Salvini appoggiato a una ruspa e la scritta che evoca la demolizione dei campi rom (i bimbi rom sono esclusi dalla tutela?), la pistola puntata che richiama la battaglia per la legittima difesa, la foto terribile di una bambina di colore in lacrime mentre sta per essere sottoposta all'infibulazione e un video in cui si mostra come in Ecuador sappiano trattare i ladri: a suon di mazzate. Immagini fortemente sconsigliate ai minori e dure da digerire anche per gli adulti. Come dura da digerire, del resto, è la nomina di questo signore a garante regionale dell'infanzia e dell'adolescenza.

"Una decisione insostenibile, hanno scelto la persona sbagliata - attacca Sara Valmaggi.
Si trattava di individuare una figura di garanzia, sensibile ai problemi dei minori e hanno puntato su Pagani solo per una logica spartitoria e per dare un posto a un ex assessore provinciale. Non è nemmeno stata un'elezione facile, visto che ci sono volute ben sette votazioni di cui una invalida (qualche buontempone ha inserito nell'urna due schede - ndr), che la maggioranza è stata divisa fino alla fine ed è stato necessario anche il voto di Maroni per sbloccare la situazione. Pagani ha un profilo non coerente con le caratteristiche richieste e noi siamo contenti di aver sostenuto fino alla fine una figura specchiata e non di parte, quella di Elisa Ceccarelli, proposta da Caritas ambrosiana e appoggiata dalle più importanti associazioni che si occupano di tutela dei diritti dell'infanzia".
Massimo Pagani è stato eletto alla sesta votazione con 44 voti, superando così il quorum fissato a 41. Lo sdegno delle associazioni del terzo settore non si è fatto attendere. Ecco quanto hanno scritto nel Comunicato Stampa:
 
Comunicato stampa
 
Una politica sempre più lontana dalla società
Nomina del Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza: un ulteriore strappo nei rapporti fra organizzazioni della Società Civile e Amministrazione Regionale.
Forum Terzo Settore Lombardia esprime la sua preoccupazione e disappunto per l’avvenuta nomina del Garante Regionale per l’infanzia e l’adolescenza da parte del Consiglio Regionale alla 7° votazione con 44 voti nella seduta di martedì 14 aprile. Ignorate le proposte del terzo settore e delle società civile. La scelta del Consiglio Regionale offende questo sforzo e questa disponibilità;  preoccupa l’isolamento e l’autoreferenzialità che richiama.
Le organizzazioni di terzo settore, sulla base del concreto e costante impegno alla tutela dei diritti dell’infanzia e di sostegno a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, avevano messo da parte le differenze culturali, di impostazione, di riferimenti – che pure ci sono - per convergere su di una proposta unitaria.
Il Consiglio Regionale della Lombardia ha deciso di procedere senza tenere di conto in alcun modo di questo contributo. Una scelta che rischia di allontanare ulteriormente la "Politica del Palazzo" dalla disponibilità di mettersi in gioco per l’interesse di tutti, di partecipare alla vita pubblica delle formazioni sociali.
Noi abbiamo cercato e continueremo a cercare un rapporto costruttivo con le istituzioni pubbliche e con gli altri attori economici e sociali, in una logica di dialogo e di confronto e in applicazione del principio di sussidiarietà. La scelta del Consiglio Regionale offende questo sforzo e questa disponibilità;  preoccupa l’isolamento e l’autoreferenzialità che richiama.
 
Essere garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza richiede di riconoscere pienamente quanto sancito dalla Convenzione di N.Y del 1989 e ratificata in Italia nel 1991 e sostenerne l’esigibilità a partire dal principio di uguaglianza, pari opportunità, non discriminazione per tutti i minorenni presenti a qualunque titolo sul territorio regionale. Tale garanzia non è data da una scelta fatta sulla base di logore logiche di partito rinunciando al principio di terzietà propria della funzione di garanzia.
Forum del Terzo Settore Lombardia
Milano, sedici di aprile duemila quindici.
 
 

lunedì 6 aprile 2015

Terzo incontro con i Gussaghesi sui problemi di Gussago




Continua il dialogo del primo martedì del mese, con l'intera comunità gussaghese che si identifica nel centrosinistra.

 Martedì 7 aprile 2015 alle ore 20.45, 
si terrà, nella sede di via Chiesa,1, il terzo incontro.

Parleremo del nostro paese, trattando in questo terzo appuntamento il problema del trasporto pubblico, tema particolarmente sentito dai giovani, ma anche dai gussaghesi che abitano lontano dal centro del paese (Mandolossa, Sale, Navezze, Civine, Ronco...).

Vi aspettiamo!

Auguri a tutti




IL CIRCOLO PD DI GUSSAGO
"MARIANNA PIARDI"
AUGURA A TUTTI UNA SERENA
SANTA PASQUA

lunedì 30 marzo 2015

Maroni come Calimero?


La Lombardia e la sindrome di Calimero

I meno giovani tra voi (apprezzate la finezza) si ricorderanno di Calimero, il pulcino piccolo e nero protagonista di una pubblicità di inizio anni '60. Il pulcino, caduto nella fuliggine, passava di disavventura in disavventura ed era afflitto da una sorta di sindrome del "tutti ce l'hanno con me". 
Ebbene, il presidente Maroni ci ricorda proprio Calimero, almeno se guardiamo alle disavventure che, con una regolarità ormai ineluttabile, continuano a piovergli addosso. Ultime in ordine di tempo la vicenda, peraltro non cominciata esattamente ieri, del Nerviano Medical Science e il pronunciamento della Consulta che ha rigettato il ricorso di Lombardia ed altre regioni contro la legge di riordino delle province, la cosiddetta Delrio. Per non parlare delle ormai numerose impugnative con cui il governo ha avuto da dire su quasi tutte le leggi approvate negli ultimi mesi dalla maggioranza lombarda.

Il centro di ricerca di Nerviano ha visto Regione Lombardia sborsare almeno 128 milioni di euro negli ultimi tre anni, senza peraltro riuscire a risolvere una situazione finanziaria che ha dell'incredibile e rischia di pregiudicare ogni possibile prospettiva di rilancio di un polo che, oltre a garantire lavoro a più di 600 ricercatori qualificati, dovrebbe essere motore di sviluppo e innovazione in campo farmaceutico.

Maroni ricorda come Nerviano sia un'eredità del suo predecessore,(Formigoni con la Lega in Giunta Regionale...) ma non sfugge come in due anni non si sia fatto il benché minimo passo avanti, al di là delle parole e dei buoni propositi.

Come opposizioni vogliamo che venga fatta chiarezza e chiederemo alla Giunta di capire come stanno davvero i conti della fondazione di ricerca e della società che dovrebbe garantirne la sopravvivenza con lo sviluppo di brevetti farmaceutici.

Anche sul fronte istituzionale Maroni rischia di fare la fine di Calimero che si lamentava che tutti ce l'avessero con lui soltanto perché piccolo e nero. Ora che la Corte Costituzionale ha fugato il dubbio di illegittimità delle norme che hanno trasformato le province in enti di area vasta e istituito le città metropolitane, la Lombardia dovrà rassegnarsi a cambiare atteggiamento e a smetterla di frenare sulla definizione del nuovo assetto amministrativo territoriale per chiarire come intenda gestire la partita delle deleghe che fino a ieri erano assegnate alle province.
 

Troppo comodo liquidare la questione sostenendo che tutto debba rimanere come prima, pur sapendo che le risorse non sono più quelle di prima. Lamentare l'assurdità di una legge e sperare che tutto si blocchi per tornare alla situazione precedente non è atteggiamento degno di una regione come la Lombardia.
Maroni si appresta a celebrare il secondo compleanno della sua Giunta convocando i rappresentanti delle diverse realtà sociali ed economiche della Lombardia per confrontarsi con loro su quanto fatto negli ultimi dodici mesi. Sembra tanto un tentativo di convincersi e convincere che le cose stanno funzionando o, al più, un modo per raccogliere qualche idea per rilanciare un'azione amministrativa povera di contenuti.
Non ci stupiremmo se alle spalle del presidente Maroni, illuminato dal fascio dei riflettori, si intuisse l'ombra di una sagoma scura con un guscio in testa.
 

Per Calimero, alla fine dello spot, giungeva un provvidenziale lavaggio che ripuliva le sue piume e lo riportava alla realtà.
Per la Lombardia, che non merita di vestire i panni del pur simpatico Calimero, servirebbe un cambio di passo che questa maggioranza non è in grado di assicurare.

domenica 29 marzo 2015

La Politica che cambia l'Italia





La politica che cambia l’Italia
Il PD ha promosso la legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti perché è giusto che i partiti diano l’esempio.
 
La nuova legge prevede solo finanziamenti privati e volontari.

Tra questi il 2x1000 dell’IRPEF già versata, esattamente come avviene con il 5x1000 per le associazioni di volontariato e le ONLUS.
Nel mod. 730 metti la tua firma e indica il codice M20 per destinare il tuo 2x1000 al PD.

In questo modo ci darai una mano a cambiare l’Italia, a fare le riforme che servono al Paese, a costruire una politica utile alla democrazia e agli italiani.

Aiutaci a cambiare l’Italia
 

Il PD è l’unico partito che organizza le primarie per le cariche di partito e per le candidature nei Comuni e in Parlamento.
 
E’ il partito che promuove la partecipazione degli iscritti e degli elettori, che è presente sul territorio con i suoi Circoli, con migliaia di iscritti e di attivisti che, in ogni località, organizzano assemblee e incontri, fanno attività politica.
 
Tutto questo ha un costo. Servono risorse,  e quelle degli iscritti e delle Feste dell’Unità sono importanti ma non bastano.
Con il tuo 2x1000 possiamo fare di più, possiamo promuovere la buona politica in Italia e nei territori.

venerdì 20 marzo 2015

Scuola di Formazione #qualcosainComune



Carissimi,
purtroppo il QUINTO incontro del corso di Formazione #qualcosainComune, incontro che si doveva tenere questa sera Lunedì 23 marzo 2014, ore 20,30 presso la Sala Centro Civico, piazza Unità d’Italia a CASTEL MELLA, è rinviato a data da destinarsi.

Infatti, l'onorevole Simona Malpezzi della commissione istruzione


è stata richiamata in Parlamento, e non può essere presente all'incontro.

Ci dispiace per il disguido. 

mercoledì 18 marzo 2015

Grande risultato della giunta Maroni!!!

Il colpo di reni di Maroni e della sua maggioranza


La maggioranza regionale ha finalmente trovato l'accordo.
Sulla riforma sanitaria, chiederete voi, o sulle nuove politiche abitative in Lombardia o, ancora, sul rilancio del sistema produttivo regionale?
Non scherzate, per favore, il Pirellone ha cose ben più importanti di cui occuparsi: 
 
l'accordo riguarda la bandiera della Lombardia. 
 
Vorrete mica che la nostra regione si presenti ad Expo senza lo straccio di un vessillo che possa renderne evidente la capacità di coniugare tradizione e innovazione, industriosità e coraggio di guardare oltre il campanile per costruire un'identità comune e condivisa?
Questo rischio pare, per fortuna, essere scongiurato. I partiti della maggioranza hanno depositato nelle scorse ore un progetto di legge che prevede anche l'introduzione di una fascia ufficiale per chi rappresenta la Regione.
I tempi sono stretti, ma l'accordo raggiunto ipotizza che possa esserci una corsia preferenziale in Consiglio così da arrivare all'approvazione di bandiera e fascia lombarda entro il 1° maggio.
Un'accelerazione fondamentale nell'azione politica dell'amministrazione regionale che consentirà, in tempi brevi, di completare l'immagine coordinata della nostra regione affiancando la sospirata bandiera all'inno che sarà pronto il 29 maggio in occasione della festa della Lombardia, mentre domenica a Varese per l'ultima tappa del Lombardia Expo tour ci sarà "un'anteprima" in pubblico.
 
Siamo tutti più tranquilli. 
 
D'altronde tra i cittadini serpeggiava il dubbio che si potesse arrivare in ritardo e che le istituzioni lombarde si esponessero a una figuraccia mondiale per la mancanza degli elementi fondamentali della propria identità.
Maroni, di fronte all'accelerazione dei partiti che lo sostengono, ha mostrato grande orgoglio e ha confermato di essere saldamente alla guida di una coalizione con cui condivide ogni passaggio politico: "Prima vedo poi mi esprimerò", ha risposto ai cronisti. "A me piace la bandiera con la rosa camuna perché rappresenta radici lombarde e rappresenta anche il futuro. Dopodiché è un'iniziativa del consiglio, che rispetto".
Ora la patata bollente passa nelle mani di noi partiti di minoranza. Crediamo che questa svolta nella politica lombarda ci metterà in difficoltà nell'individuare una possibile linea comune e tentare di essere all'altezza della brillante sintesi politica raggiunta dalla maggioranza.
Maroni potrà festeggiare il secondo compleanno della sua Giunta con una nuova convocazione a Palazzo Lombardia dei rappresentanti delle realtà economiche e sociali della regione, orgoglioso di aver raggiunto un altro degli obiettivi fondamentali del suo programma amministrativo e sventolando con loro il nuovo vessillo regionale.
 
Sempre che quei cattivoni centralisti del governo Renzi non impugnino davanti alla Corte Costituzionale anche la legge che istituisce la nuova bandiera. A Roma, d'altronde, stanno svegli di notte per mettere i bastoni fra le ruote del trionfante Carroccio lombardo.

mercoledì 4 marzo 2015

Quarto incontro scuola formazione #qualcosainComune




Carissimi,
ecco il programma del QUARTO incontro del corso di Formazione #qualcosainComune, incontro che si terrà lunedì 9 marzo ore 20.30 a Castegnato alla sala Civica vicino al Comune.
Parteciperanno oltre al Sindaco di Castegnato Gianluca Cominassi, anche il sindaco di Padenghe Patrizia Avanzini e l'architetto Claudio Buizza.
Coordinerà il tutto l'ing. Paola Filippini.
Vi aspettiamo numerosi.