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giovedì 23 dicembre 2010
domenica 1 agosto 2010
Strana l'Italia...
Strano Paese il nostro, Nazione ricca di storia, anche se non sempre positiva.
L’uomo ricorda tutto ciò che è lieto, mentre tende a rimuovere ogni vissuto negativo, che turberebbe le proprie certezze, le proprie sicurezze, costruite con tanta difficoltà e pazienza, non per nulla siamo un popolo dalla corta memoria. Evidentemente siamo afflitti da vissuti negativi, di cui spesso ci vergogniamo, ed è cosi che abbiamo rimosso il Fascismo e i suoi crimini, ridicolizzandolo lo abbiamo privato della sua indole maligna.
Abbiamo rimosso gli anni bui delle stragi, dei misteri tutti italiani avvolti da una nebbia tutta italiana, nebbia fatta di silenzi, di omertà, di depistaggi, che nessun governo, in decenni, ha operato realmente per dissipare. E noi, cittadini di questo strano Paese, non ci indigniamo più, se i morti ammazzati di Piazza Fontana, di Piazza Loggia, della Stazione di Bologna, di Ustica, dopo venti, trenta, quarant’anni, non riposano ancora in pace, che solo la giustizia e la verità possono donare.
Abbiamo rimosso gli scandali politico-finanziari degli anni ’70 e ’80, con corollario di sangue, che questo Paese baciato dal sole non riesce mai a evitare, scandali che investirono le maggiori banche italiane e…vaticane, evidentemente l’abito non fa il monaco, ma anche questo fatichiamo ad accettarlo.
Abbiamo dimenticato l’Italia “democratica” degli anni ’60 e ’70, tra un tentato golpe e l’altro, come se fossimo il Cile di Pinochet o l’Argentina delle giunte militari. Con la differenza che, là i golpe falliti vedevano i loro promotori pagare a caro prezzo certi azzardi, mentre da noi, i colpevoli dell’infedeltà alle Istituzioni Repubblicane, hanno meritato solo qualche rimbrotto e per non farsi mancare nulla, alcuni di loro sono stati premiati, nominandoli in posti chiave dell’apparato militare e di sicurezza. Ottenendo forse più cosi, che non se il golpe fosse riuscito, ma questa è la solita malizia…
Strano questo Paese, dove chi è corrotto, fa una rapida e gratificante carriera, rischiando pene irrisorie, e mal che vada si vede costretto a sparire dalla scena pubblica, ma giusto finché la gente non ha dimenticato, il che richiede poca pazienza visto la nostra smemoratezza. Mentre chi serve con fedeltà le leggi, lo fa anche a rischio della carriera e in certi casi della vita.Di Borsellino ci siamo ormai dimenticati, pochi giorni fa, alla manifestazione indetta in occasione dell’anniversario dell’attentato, hanno partecipato poche decine di persone, pessimo segnale. Sintomo del vento dell’indifferenza, che sembra essere tornato a soffiare con prepotenza nella storia dell’Italia.
Strano il nostro Paese, che si ricorda dei corrotti, ma si dimentica di quei servitori che hanno impegnato il proprio tempo, a difendere la giustizia e la legalità di questa Nazione, che ama definirsi democratica e libera. Libera si, ma da ogni obbligo morale o dovere nei confronti della legge.
Strano Paese questo, che torna in questi giorni a scoprire, come per anni, pochi “eletti” hanno influenzato le Istituzioni tramite uno strumento già utilizzato, la Loggia, questa volta P3, evidentemente sono cambiati alcuni personaggi e il nome, ma la sostanza è sempre la stessa.
Una fitta trama che collega le ramificazioni corrotte o deviate delle Istituzioni, a certi apparati economici che sembrano essere il tramite, con chi realmente tira le fila, da almeno un secolo, di questo sistema, la mafia.
Mafia vista non solo come organizzazione criminale, ma anche come modo di pensare, caratterizzato dalla rassegnazione dei più, dall’indifferenza e omertà di molti, in cui trova il suo habitat ideale, la furbizia di pochi, modo di pensare che si chiama semplicemente mentalità mafiosa.
Ogni giorno assistiamo a ingiustizie, più o meno grandi, e con indifferenza guardiamo oltre, minimizzando la portata di ciò cui abbiamo assistito, non rendendoci conto, che l’indifferenza ci assale sempre più, ogni volta che chiudiamo gli occhi, fino a rimanerne imprigionati.
Strano Popolo questo, che non ha memoria per ricordare i suoi eroi, i suoi morti, la sua storia, ma che non scorda i suoi calciatori, anche di anni addietro, come se fossero ancora in attività.
Strana l’Italia…
Giordano Dossi
L’uomo ricorda tutto ciò che è lieto, mentre tende a rimuovere ogni vissuto negativo, che turberebbe le proprie certezze, le proprie sicurezze, costruite con tanta difficoltà e pazienza, non per nulla siamo un popolo dalla corta memoria. Evidentemente siamo afflitti da vissuti negativi, di cui spesso ci vergogniamo, ed è cosi che abbiamo rimosso il Fascismo e i suoi crimini, ridicolizzandolo lo abbiamo privato della sua indole maligna.
Abbiamo rimosso gli anni bui delle stragi, dei misteri tutti italiani avvolti da una nebbia tutta italiana, nebbia fatta di silenzi, di omertà, di depistaggi, che nessun governo, in decenni, ha operato realmente per dissipare. E noi, cittadini di questo strano Paese, non ci indigniamo più, se i morti ammazzati di Piazza Fontana, di Piazza Loggia, della Stazione di Bologna, di Ustica, dopo venti, trenta, quarant’anni, non riposano ancora in pace, che solo la giustizia e la verità possono donare.
Abbiamo rimosso gli scandali politico-finanziari degli anni ’70 e ’80, con corollario di sangue, che questo Paese baciato dal sole non riesce mai a evitare, scandali che investirono le maggiori banche italiane e…vaticane, evidentemente l’abito non fa il monaco, ma anche questo fatichiamo ad accettarlo.
Abbiamo dimenticato l’Italia “democratica” degli anni ’60 e ’70, tra un tentato golpe e l’altro, come se fossimo il Cile di Pinochet o l’Argentina delle giunte militari. Con la differenza che, là i golpe falliti vedevano i loro promotori pagare a caro prezzo certi azzardi, mentre da noi, i colpevoli dell’infedeltà alle Istituzioni Repubblicane, hanno meritato solo qualche rimbrotto e per non farsi mancare nulla, alcuni di loro sono stati premiati, nominandoli in posti chiave dell’apparato militare e di sicurezza. Ottenendo forse più cosi, che non se il golpe fosse riuscito, ma questa è la solita malizia…
Strano questo Paese, dove chi è corrotto, fa una rapida e gratificante carriera, rischiando pene irrisorie, e mal che vada si vede costretto a sparire dalla scena pubblica, ma giusto finché la gente non ha dimenticato, il che richiede poca pazienza visto la nostra smemoratezza. Mentre chi serve con fedeltà le leggi, lo fa anche a rischio della carriera e in certi casi della vita.Di Borsellino ci siamo ormai dimenticati, pochi giorni fa, alla manifestazione indetta in occasione dell’anniversario dell’attentato, hanno partecipato poche decine di persone, pessimo segnale. Sintomo del vento dell’indifferenza, che sembra essere tornato a soffiare con prepotenza nella storia dell’Italia.
Strano il nostro Paese, che si ricorda dei corrotti, ma si dimentica di quei servitori che hanno impegnato il proprio tempo, a difendere la giustizia e la legalità di questa Nazione, che ama definirsi democratica e libera. Libera si, ma da ogni obbligo morale o dovere nei confronti della legge.
Strano Paese questo, che torna in questi giorni a scoprire, come per anni, pochi “eletti” hanno influenzato le Istituzioni tramite uno strumento già utilizzato, la Loggia, questa volta P3, evidentemente sono cambiati alcuni personaggi e il nome, ma la sostanza è sempre la stessa.
Una fitta trama che collega le ramificazioni corrotte o deviate delle Istituzioni, a certi apparati economici che sembrano essere il tramite, con chi realmente tira le fila, da almeno un secolo, di questo sistema, la mafia.
Mafia vista non solo come organizzazione criminale, ma anche come modo di pensare, caratterizzato dalla rassegnazione dei più, dall’indifferenza e omertà di molti, in cui trova il suo habitat ideale, la furbizia di pochi, modo di pensare che si chiama semplicemente mentalità mafiosa.
Ogni giorno assistiamo a ingiustizie, più o meno grandi, e con indifferenza guardiamo oltre, minimizzando la portata di ciò cui abbiamo assistito, non rendendoci conto, che l’indifferenza ci assale sempre più, ogni volta che chiudiamo gli occhi, fino a rimanerne imprigionati.
Strano Popolo questo, che non ha memoria per ricordare i suoi eroi, i suoi morti, la sua storia, ma che non scorda i suoi calciatori, anche di anni addietro, come se fossero ancora in attività.
Strana l’Italia…
Giordano Dossi
lunedì 5 aprile 2010
Regionali 2010, hanno vinto tutti?
Hanno vinto tutti! O per essere più moderati, nessuno ha perso!
Come avrete capito, siamo giunti nuovamente alle analisi post-voto, e anche quest’anno, com’è ormai consuetudine al termine di ogni tornata elettorale, ci troviamo ingorgati da valutazioni, più o meno politiche, più o meno fantasiose. Analisi, tutte volte a dimostrare che il partito in cui si milita, oppure per cui si parteggia o del quale si è a “libro paga” ha vinto, o almeno non ha perso.
Io, tenuto ben conto dei miei limiti di “piccolo” Vice Segretario di Circolo, voglio tentare un’analisi più realistica.
Il primo dato oggettivo è l’astensione in forte aumento. Ne consegue che questa è una sonora sconfitta per tutti i Partiti, compreso il mio. Non ci sono altri termini, per commentare il diffondersi della disaffezione alla politica.
Disaffezione che deve essere tradotta come un segnale di sfiducia a un sistema Paese, evidentemente con delle pecche importanti. Ho già avuto modo di dire che sono preoccupato per la salute della nostra Repubblica. Sono preoccupato, perché c’è troppa sfiducia nelle sue Istituzioni, troppa sfiducia nella Politica, sfiducia che comporta una sempre più scarsa partecipazione alla vita democratica del Paese, e il voto ne è, se non la massima espressione, una delle più importanti.
Il secondo dato, preso atto della partecipazione in calo, è quello delle percentuali dei vari Partiti, e voglio concentrarmi sul dato che riguarda Gussago. Partiamo dal PD, risultato non alto il nostro, 25% (era il 24,5% alle Europee del 2009), in leggero aumento nelle percentuali, ma in calo nei voti (400 in meno). Il che vuol dire, che l’astensione ha penalizzato, se pur in maniera minore, anche noi. E di questo dovremo tenerne conto. Ci si può però consolare, considerando che rispetto a comuni vicini, abbiamo retto l’assalto leghista. Male il Pdl -2% (26%) con 800 voti mancanti, Lega Nord +2% (28%). Siamo ancora il terzo partito, il che non ci gratifica. Idv e Udc, con percentuali quasi invariate e molto simili (5,5 %), Sinistra extra-parlamentare ai livelli storici (negativamente parlando) 4,2% tra verdi, sinistra ecologia libertà e federazione della sinistra, evidentemente la frammentazione non paga, chissà se lo capiranno anche gli interessati prima di sparire, se già non lo sono.
Interessante è notare come il dato del PD di Gussago, sia differente rispetto a comuni della provincia bresciana, in modo particolare, rispetto a quei comuni dove il centrosinistra è opposizione anche in Consiglio Comunale. Si conferma quindi l’importanza di essere presenti nel territorio, di far sentire la propria voce, e da qui, dobbiamo ora ripartire.
Minzolini ha già fatto il suo solito intervento, da fedelissimo della politica Berlusconiana o forse meglio dire di Berlusconi, sostenendo che il centro sinistra ha perso le elezioni per colpa della cattiveria che l’ha guidato nella campagna elettorale. Non condivido.
Il terzo dato, infatti, lo contraddice. I risultati migliori, si sono conseguiti nelle Regioni in cui si è tenuta una linea molto chiara e di vera antitesi al modo di pensare la politica e il Paese della destra. Serve maggior coraggio, nella forma e nella sostanza. Coraggio che probabilmente in Lombardia non abbiamo avuto fino in fondo, presi come si era dalla certezza della sconfitta. Mentre, nelle regioni in cui abbiamo saputo osare, abbiamo ottenuto buoni risultati. Cito ad esempio la Puglia.
La Puglia ci insegna che bisogna credere nel proprio progetto, nella propria diversità, e coltivarla con orgoglio. Se vogliamo sconfiggere l’astensionismo, dobbiamo dimostrare che la politica e i partiti non sono tutti uguali. Noi non siamo la Lega, schiacciata su posizioni spesso ai limiti del razzismo, Lega che sa parlare solo di paura e ha orchestrato tutta la campagna elettorale su di un’unica sinfonia. Noi non siamo il Pdl, partito degli interessi e degli affari/affaristi più spregiudicati, partito delle mancate risposte alle questioni importanti del Paese: Sanità, Lavoro, Sicurezza, Solidarietà.
Noi non siamo l’Udc, partito privo di spina dorsale, incoerenti fino al profondo, pronto a ogni compromesso, pur di ottenere visibilità e poltrone. Spero sempre, che gli amici dell’UDC, capiscano, prima o poi, con tutta la calma che li contraddistingue, che essere moderati non vuol dire fare accordi con la sinistra o con la destra a seconda di come tiri il vento.
Essere moderati vuol dire esprimere con pacatezza ma convinzione le proprie idee, tenendo conto anche di quelle degli altri. Scontato, è che le idee devono essere prima ben nitide nella propria di mente.
Oserei quindi dire, visto che il PDL perde il 6% a livello nazionale, che la politica personalistica di Berlusconi non ha sfondato, se consideriamo anche il potere mediatico messo in campo a suo sostegno. Un Ministro ha già rassegnato le dimissioni, due sono stati battuti alle Comunali.
E’ giunto il momento (so che non è la prima volta che si dice) di ripensare il modo di far Politica, a iniziare dai livelli più bassi. Noi del Pd di Gussago, per certi sensi, partiamo avvantaggiati, siamo all’opposizione da 11 anni, siamo quindi già estranei a certi meccanismi di potere che si vanno consolidando oggi in Italia, e credo che la nostra linea politica inizi a passare nella cittadinanza. Siamo però lontani dal risultato sperato e il lavoro da fare è molto, la strada dopo il voto resta impervia e in salita.
La vita è un continuo susseguirsi di eventi, di esperienze, di successi e di errori, sta a noi, saper trarre sempre l’aspetto migliore da ogni situazione, sapersi migliorare e crescere, cosi funziona anche nella vita politica.
Giordano Dossi
Come avrete capito, siamo giunti nuovamente alle analisi post-voto, e anche quest’anno, com’è ormai consuetudine al termine di ogni tornata elettorale, ci troviamo ingorgati da valutazioni, più o meno politiche, più o meno fantasiose. Analisi, tutte volte a dimostrare che il partito in cui si milita, oppure per cui si parteggia o del quale si è a “libro paga” ha vinto, o almeno non ha perso.
Io, tenuto ben conto dei miei limiti di “piccolo” Vice Segretario di Circolo, voglio tentare un’analisi più realistica.
Il primo dato oggettivo è l’astensione in forte aumento. Ne consegue che questa è una sonora sconfitta per tutti i Partiti, compreso il mio. Non ci sono altri termini, per commentare il diffondersi della disaffezione alla politica.
Disaffezione che deve essere tradotta come un segnale di sfiducia a un sistema Paese, evidentemente con delle pecche importanti. Ho già avuto modo di dire che sono preoccupato per la salute della nostra Repubblica. Sono preoccupato, perché c’è troppa sfiducia nelle sue Istituzioni, troppa sfiducia nella Politica, sfiducia che comporta una sempre più scarsa partecipazione alla vita democratica del Paese, e il voto ne è, se non la massima espressione, una delle più importanti.
Il secondo dato, preso atto della partecipazione in calo, è quello delle percentuali dei vari Partiti, e voglio concentrarmi sul dato che riguarda Gussago. Partiamo dal PD, risultato non alto il nostro, 25% (era il 24,5% alle Europee del 2009), in leggero aumento nelle percentuali, ma in calo nei voti (400 in meno). Il che vuol dire, che l’astensione ha penalizzato, se pur in maniera minore, anche noi. E di questo dovremo tenerne conto. Ci si può però consolare, considerando che rispetto a comuni vicini, abbiamo retto l’assalto leghista. Male il Pdl -2% (26%) con 800 voti mancanti, Lega Nord +2% (28%). Siamo ancora il terzo partito, il che non ci gratifica. Idv e Udc, con percentuali quasi invariate e molto simili (5,5 %), Sinistra extra-parlamentare ai livelli storici (negativamente parlando) 4,2% tra verdi, sinistra ecologia libertà e federazione della sinistra, evidentemente la frammentazione non paga, chissà se lo capiranno anche gli interessati prima di sparire, se già non lo sono.
Interessante è notare come il dato del PD di Gussago, sia differente rispetto a comuni della provincia bresciana, in modo particolare, rispetto a quei comuni dove il centrosinistra è opposizione anche in Consiglio Comunale. Si conferma quindi l’importanza di essere presenti nel territorio, di far sentire la propria voce, e da qui, dobbiamo ora ripartire.
Minzolini ha già fatto il suo solito intervento, da fedelissimo della politica Berlusconiana o forse meglio dire di Berlusconi, sostenendo che il centro sinistra ha perso le elezioni per colpa della cattiveria che l’ha guidato nella campagna elettorale. Non condivido.
Il terzo dato, infatti, lo contraddice. I risultati migliori, si sono conseguiti nelle Regioni in cui si è tenuta una linea molto chiara e di vera antitesi al modo di pensare la politica e il Paese della destra. Serve maggior coraggio, nella forma e nella sostanza. Coraggio che probabilmente in Lombardia non abbiamo avuto fino in fondo, presi come si era dalla certezza della sconfitta. Mentre, nelle regioni in cui abbiamo saputo osare, abbiamo ottenuto buoni risultati. Cito ad esempio la Puglia.
La Puglia ci insegna che bisogna credere nel proprio progetto, nella propria diversità, e coltivarla con orgoglio. Se vogliamo sconfiggere l’astensionismo, dobbiamo dimostrare che la politica e i partiti non sono tutti uguali. Noi non siamo la Lega, schiacciata su posizioni spesso ai limiti del razzismo, Lega che sa parlare solo di paura e ha orchestrato tutta la campagna elettorale su di un’unica sinfonia. Noi non siamo il Pdl, partito degli interessi e degli affari/affaristi più spregiudicati, partito delle mancate risposte alle questioni importanti del Paese: Sanità, Lavoro, Sicurezza, Solidarietà.
Noi non siamo l’Udc, partito privo di spina dorsale, incoerenti fino al profondo, pronto a ogni compromesso, pur di ottenere visibilità e poltrone. Spero sempre, che gli amici dell’UDC, capiscano, prima o poi, con tutta la calma che li contraddistingue, che essere moderati non vuol dire fare accordi con la sinistra o con la destra a seconda di come tiri il vento.
Essere moderati vuol dire esprimere con pacatezza ma convinzione le proprie idee, tenendo conto anche di quelle degli altri. Scontato, è che le idee devono essere prima ben nitide nella propria di mente.
Oserei quindi dire, visto che il PDL perde il 6% a livello nazionale, che la politica personalistica di Berlusconi non ha sfondato, se consideriamo anche il potere mediatico messo in campo a suo sostegno. Un Ministro ha già rassegnato le dimissioni, due sono stati battuti alle Comunali.
E’ giunto il momento (so che non è la prima volta che si dice) di ripensare il modo di far Politica, a iniziare dai livelli più bassi. Noi del Pd di Gussago, per certi sensi, partiamo avvantaggiati, siamo all’opposizione da 11 anni, siamo quindi già estranei a certi meccanismi di potere che si vanno consolidando oggi in Italia, e credo che la nostra linea politica inizi a passare nella cittadinanza. Siamo però lontani dal risultato sperato e il lavoro da fare è molto, la strada dopo il voto resta impervia e in salita.
La vita è un continuo susseguirsi di eventi, di esperienze, di successi e di errori, sta a noi, saper trarre sempre l’aspetto migliore da ogni situazione, sapersi migliorare e crescere, cosi funziona anche nella vita politica.
Giordano Dossi
domenica 14 marzo 2010
Ieri è iniziata la "Primavera italiana"...
Ieri (13.03.2010) si sono svolte molte manifestazioni, in tutta Italia. Lasciando stare le cifre sulle adesioni, c’è già Maroni che dà i numeri… e francamente credo che basti! Chi ha preso parte si è potuto rendere conto, da solo, della grande quantità di persone presenti in molte Piazze del nostro Paese, per chi non fosse riuscito a partecipare, consiglio di vedersi le foto e farsi due calcoli.
Io c’ero! E a Milano con me, vi erano altre migliaia di persone, ma non è questo, ciò che più mi ha entusiasmato, non è questo, ciò che più mi ha colpito.
Il ricordo principale di ieri è legato all’intervento di una giovane ragazza, 18 anni ancora da compiere.
Roberta Covellini, ha rappresentato al meglio, ciò che stiamo vivendo nel nostro Paese, e il perché si era li, in strada, tutti stretti sotto il tiepido sole di un inizio di primavera. Ha trasmesso quella voglia di cambiamento, quella speranza che la sua e mia generazione, finalmente si stia svegliando dal lungo letargo, da questo inverno che ci ha ibernato le idee e ci ha addormentato il coraggio, mentre gli arroganti prendevano in consegna il Paese, grazie anche al diffondersi di una mentalità mafiosa del potere e della società.
Ieri ha trovato la sua ingloriosa fine l’omertà, e l’indifferenza è morta!
Ieri è nata una nuova era, ieri è iniziata la “Primavera italiana”…
Giordano Dossi
L'intervento di Roberta Covellini:
Io c’ero! E a Milano con me, vi erano altre migliaia di persone, ma non è questo, ciò che più mi ha entusiasmato, non è questo, ciò che più mi ha colpito.
Il ricordo principale di ieri è legato all’intervento di una giovane ragazza, 18 anni ancora da compiere.
Roberta Covellini, ha rappresentato al meglio, ciò che stiamo vivendo nel nostro Paese, e il perché si era li, in strada, tutti stretti sotto il tiepido sole di un inizio di primavera. Ha trasmesso quella voglia di cambiamento, quella speranza che la sua e mia generazione, finalmente si stia svegliando dal lungo letargo, da questo inverno che ci ha ibernato le idee e ci ha addormentato il coraggio, mentre gli arroganti prendevano in consegna il Paese, grazie anche al diffondersi di una mentalità mafiosa del potere e della società.
Ieri ha trovato la sua ingloriosa fine l’omertà, e l’indifferenza è morta!
Ieri è nata una nuova era, ieri è iniziata la “Primavera italiana”…
Giordano Dossi
L'intervento di Roberta Covellini:
domenica 7 marzo 2010
Basta all'arroganza del Potere, basta all'asse Destra-Lega
Il Governo ha varato l'ennesimo Decreto, in tempi record, ovviamente non per dare risposte ai problemi che ci affliggono, no, non sarebbe stato nel loro stile, l'hanno varato solo per tutelare il proprio interesse.
E’ da anni che siamo assuefatti alle leggi ad personam, leggi che consentono loro di assicurarsi il futuro e quello di pochi intimi.
E’ da anni che lavorano con il solo ed unico fine di mantenere il sedere sulle loro comode poltrone, unico modo per salvarsi. Non importa, se questo vuol dire annientare lo stato di diritto, eliminando un principio fondamentale per una democrazia: “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”.
Questi governanti, che “occupano” i Palazzi romani, e di molte altre città e paesi d’Italia, continuano nel loro progetto, e stanno annientando la credibilità nelle Istituzioni Repubblicane. Vogliono farci credere che la magistratura è golpista, delegittimano chiunque si metta tra loro e il potere.
Usano le stesse accuse che muovevano i fascisti ai loro oppositori.
Ci accusano di essere disfattisti, semplicemente perché denunciamo la crisi in atto, i continui licenziamenti, la disoccupazione che cresce e il lavoro precario che dilaga. Mentre loro non si occupano delle difficoltà delle famiglie, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
Ci accusano di fomentare l’odio, di usare toni indegni, solamente perché ci permettiamo di dissentire dal loro utilizzo privatistico delle Istituzioni. Mentre loro ogni giorno ci screditano, ci insultano e continuano a disinteressarsi della salute della nostra democrazia, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
Ci accusano di non essere una buona opposizione, di non essere propositivi, di essere solo critici, solamente perché esprimiamo le nostre opinioni, e non ci uniformiamo al loro pensiero unico. Mentre loro non prendono nemmeno in considerazione le nostre osservazioni, fanno come se non esistessimo, loro non lavorano per il bene comune, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
Ci accusano di essere eversivi, solamente perché difendiamo la Costituzione, le leggi, le Istituzioni Repubblicane, l’integrità territoriale dell’Italia. Mentre loro, si permettono di inneggiare alla secessione, al vilipendio del tricolore, ed il Ministro della Difesa pronuncia frasi di una gravità enorme: “Non vorrei fare la parte dell'eversivo, ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto” (La Russa). Ricorda un certo Mussolini a Napoli alla vigilia della marcia su Roma: “O ci daranno il governo o lo prenderemo calando a Roma” (Mussolini). Siamo sicuri che sia il Pd il vero eversivo? Loro dimenticano gli incarichi che ricoprono, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
A loro interessa il potere e, evidentemente, sono disposti a tutto per mantenerlo.
Noi però, abbiamo a cuore la democrazia, la Repubblica, e siamo pronti a difenderla, ovviamente nel pieno rispetto delle leggi, NOI. E' proprio questa la nostra differenza. A chi dice che i partiti sono tutti uguali, io rispondo con un secco NO! I partiti non sono tutti uguali, i fatti e la storia lo dimostrano. Loro vorrebbero farci credere questo, ma la politica qualunquista non passerà, né ora né MAI! Io, nel mio piccolo, ho la presunzione di considerarmi militante attivo di un partito, e ci tengo a distinguermi da costoro.
Stiamo assistendo ad un evento mai accaduto in una Nazione democratica, mai si è assistito al cambio di una legge che regolamenta le elezioni, a 20 giorni dal voto. In una democrazia sana, un Governo non si permetterebbe di varare un Decreto, solamente per consentire alle SUE liste di presentarsi alle elezioni. Questa è una sanatoria per le incapacità e lotte di poltrone, del PDL e della LEGA, incapaci perfino a presentare una lista, e loro dovrebbero condurci fuori dalla crisi, siamo proprio messi bene.
Non solo, Formigoni, a seguito della sentenza del TAR che lo riammette alla corsa per la Presidenza della Regione, ha anche avuto il coraggio di commentare "Avevo ragione io". Formigoni, ma come può dire "Avevo ragione io", ma se hanno fatto un Decreto appositamente per salvarla... Quantomeno poteva tacere, sarebbe stato più dignitoso.
E’ l’ennesima dimostrazione che le leggi sono uguali per tutti, tutti quelli che non hanno la possibilità di confezionarsele su misura. Mentre noi semplici cittadini, magari anche “sfigati” del PD, dobbiamo sopportare queste continue angherie.
E’ giunto il momento di far sentire la nostra voce, e di votare lo schieramento giusto. "Vota bene, vota sano, non votar berlusconiano".
Non illudiamoci nemmeno sui nostri Amministratori Gussaghesi, non dimentichiamoci, infatti, che l’alleanza tra la destra gussaghese e la Lega, è avvenuta a pochi giorni dalla presentazione delle liste, ed è avvenuta solamente per sudditanza ai loro vertici Provinciali. Tutto questo fa pensare, come, molto probabilmente, l’unico obiettivo comune anche a Gussago fosse la conquista del Municipio, ovviamente fine a se stessa.
Giordano Dossi
E’ da anni che siamo assuefatti alle leggi ad personam, leggi che consentono loro di assicurarsi il futuro e quello di pochi intimi.
E’ da anni che lavorano con il solo ed unico fine di mantenere il sedere sulle loro comode poltrone, unico modo per salvarsi. Non importa, se questo vuol dire annientare lo stato di diritto, eliminando un principio fondamentale per una democrazia: “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”.
Questi governanti, che “occupano” i Palazzi romani, e di molte altre città e paesi d’Italia, continuano nel loro progetto, e stanno annientando la credibilità nelle Istituzioni Repubblicane. Vogliono farci credere che la magistratura è golpista, delegittimano chiunque si metta tra loro e il potere.
Usano le stesse accuse che muovevano i fascisti ai loro oppositori.
Ci accusano di essere disfattisti, semplicemente perché denunciamo la crisi in atto, i continui licenziamenti, la disoccupazione che cresce e il lavoro precario che dilaga. Mentre loro non si occupano delle difficoltà delle famiglie, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
Ci accusano di fomentare l’odio, di usare toni indegni, solamente perché ci permettiamo di dissentire dal loro utilizzo privatistico delle Istituzioni. Mentre loro ogni giorno ci screditano, ci insultano e continuano a disinteressarsi della salute della nostra democrazia, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
Ci accusano di non essere una buona opposizione, di non essere propositivi, di essere solo critici, solamente perché esprimiamo le nostre opinioni, e non ci uniformiamo al loro pensiero unico. Mentre loro non prendono nemmeno in considerazione le nostre osservazioni, fanno come se non esistessimo, loro non lavorano per il bene comune, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
Ci accusano di essere eversivi, solamente perché difendiamo la Costituzione, le leggi, le Istituzioni Repubblicane, l’integrità territoriale dell’Italia. Mentre loro, si permettono di inneggiare alla secessione, al vilipendio del tricolore, ed il Ministro della Difesa pronuncia frasi di una gravità enorme: “Non vorrei fare la parte dell'eversivo, ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto” (La Russa). Ricorda un certo Mussolini a Napoli alla vigilia della marcia su Roma: “O ci daranno il governo o lo prenderemo calando a Roma” (Mussolini). Siamo sicuri che sia il Pd il vero eversivo? Loro dimenticano gli incarichi che ricoprono, perché a loro INTERESSA IL POTERE!
A loro interessa il potere e, evidentemente, sono disposti a tutto per mantenerlo.
Noi però, abbiamo a cuore la democrazia, la Repubblica, e siamo pronti a difenderla, ovviamente nel pieno rispetto delle leggi, NOI. E' proprio questa la nostra differenza. A chi dice che i partiti sono tutti uguali, io rispondo con un secco NO! I partiti non sono tutti uguali, i fatti e la storia lo dimostrano. Loro vorrebbero farci credere questo, ma la politica qualunquista non passerà, né ora né MAI! Io, nel mio piccolo, ho la presunzione di considerarmi militante attivo di un partito, e ci tengo a distinguermi da costoro.
Stiamo assistendo ad un evento mai accaduto in una Nazione democratica, mai si è assistito al cambio di una legge che regolamenta le elezioni, a 20 giorni dal voto. In una democrazia sana, un Governo non si permetterebbe di varare un Decreto, solamente per consentire alle SUE liste di presentarsi alle elezioni. Questa è una sanatoria per le incapacità e lotte di poltrone, del PDL e della LEGA, incapaci perfino a presentare una lista, e loro dovrebbero condurci fuori dalla crisi, siamo proprio messi bene.
Non solo, Formigoni, a seguito della sentenza del TAR che lo riammette alla corsa per la Presidenza della Regione, ha anche avuto il coraggio di commentare "Avevo ragione io". Formigoni, ma come può dire "Avevo ragione io", ma se hanno fatto un Decreto appositamente per salvarla... Quantomeno poteva tacere, sarebbe stato più dignitoso.
E’ l’ennesima dimostrazione che le leggi sono uguali per tutti, tutti quelli che non hanno la possibilità di confezionarsele su misura. Mentre noi semplici cittadini, magari anche “sfigati” del PD, dobbiamo sopportare queste continue angherie.
E’ giunto il momento di far sentire la nostra voce, e di votare lo schieramento giusto. "Vota bene, vota sano, non votar berlusconiano".
Non illudiamoci nemmeno sui nostri Amministratori Gussaghesi, non dimentichiamoci, infatti, che l’alleanza tra la destra gussaghese e la Lega, è avvenuta a pochi giorni dalla presentazione delle liste, ed è avvenuta solamente per sudditanza ai loro vertici Provinciali. Tutto questo fa pensare, come, molto probabilmente, l’unico obiettivo comune anche a Gussago fosse la conquista del Municipio, ovviamente fine a se stessa.
Giordano Dossi
venerdì 19 febbraio 2010
Minzolini, giornalista o avvocato?
Torna in onda il Direttore Minzolini (TG1), torna in onda in una fase di scandali e inchieste. Sembra, infatti, che ovunque la magistratura e la polizia giudiziaria, vanno a guardare in profondità l’attività dei “buoni amministratori” o dei “funzionari del fare”, come sono ora chiamati gli indagati per corruzione, concussione, o altri reati contro la pubblica amministrazione, cioè contro il bene del Paese, dicevo, ovunque rivolgano il loro sguardo, trovano reati, personaggi che dovrebbero lavorare o meglio prestare servizio per il bene di tutti i cittadini e invece lavorano solo per ingrossare il portafoglio loro e dei loro “amici”.
Torna in onda, con un discorso politico, che nemmeno Ministri di Berlusconi hanno avuto il coraggio di pronunciare e, infatti, preferiscono fischiettare e guardare da un’altra parte.
C’è da chiedersi dove sia finito il giornalismo d’inchiesta da parte della testata ammiraglia della Rai. C’è da chiedersi quali siano i meriti di un Direttore che spunta sul video, solamente quando c’è da difendere la linea politica del governo, quando c’è d’attuare una difesa d’ufficio, che sempre usa argomentazioni che si traducono in contrapposizione a molte testate della carta stampata.
Giornalista (?) che trova il coraggio di prendere parola, sempre in difesa di chi ha il potere, di chi può essere utile negli avanzamenti di carriera, sappiamo bene che, se il “nostro” Presidente del Consiglio ha molti difetti, sicuramente ha un pregio (si fa per dire…), non dimenticarsi dei “fidi “ difensori delle sue cause, qualunque esse siano.
Il compito del giornalista è un altro, è quello di controllare chi ha il potere, di verificare come lo esercita, e di denunciare ed informare l’uso distorto che se ne fa, non di fare il “Fido” del Presidente.
Io credo che si sia superato il limite, non è più tollerabile vedere il TG1 occuparsi (nemmeno sempre), dei maggiori eventi che rendono difficile la vita del nostro Paese, come una parte in gioco, che indossa la divisa della squadra governativa.
L’informazione pubblica è altro, deve essere altro, non può permettersi di essere militante.
Il TG1, non è lo studio legale del Governo. Minzolini vuole forse soppiantare Ghedini? E visti gli scarsi successi di quest'ultimo, nonostante sia l'unico avvocato in Italia che ha la possibilità di studiarsi le carte processuali e adeguare le leggi agli interessi del suo assistito, potrebbe anche riuscirci!
Chiedere ai giornalisti di fare il loro mestiere è non solo un diritto, ma un dovere.
Chiedere, da abbonato, le dimissioni di Minzolini è non solo un diritto, ma un dovere.
Cambiare canale è non solo un diritto, ma un dovere.
Giordano Dossi
per vedere l'editoriale:
http://www.youtube.com/watch?v=oyyjJmimDzc
Torna in onda, con un discorso politico, che nemmeno Ministri di Berlusconi hanno avuto il coraggio di pronunciare e, infatti, preferiscono fischiettare e guardare da un’altra parte.
C’è da chiedersi dove sia finito il giornalismo d’inchiesta da parte della testata ammiraglia della Rai. C’è da chiedersi quali siano i meriti di un Direttore che spunta sul video, solamente quando c’è da difendere la linea politica del governo, quando c’è d’attuare una difesa d’ufficio, che sempre usa argomentazioni che si traducono in contrapposizione a molte testate della carta stampata.
Giornalista (?) che trova il coraggio di prendere parola, sempre in difesa di chi ha il potere, di chi può essere utile negli avanzamenti di carriera, sappiamo bene che, se il “nostro” Presidente del Consiglio ha molti difetti, sicuramente ha un pregio (si fa per dire…), non dimenticarsi dei “fidi “ difensori delle sue cause, qualunque esse siano.
Il compito del giornalista è un altro, è quello di controllare chi ha il potere, di verificare come lo esercita, e di denunciare ed informare l’uso distorto che se ne fa, non di fare il “Fido” del Presidente.
Io credo che si sia superato il limite, non è più tollerabile vedere il TG1 occuparsi (nemmeno sempre), dei maggiori eventi che rendono difficile la vita del nostro Paese, come una parte in gioco, che indossa la divisa della squadra governativa.
L’informazione pubblica è altro, deve essere altro, non può permettersi di essere militante.
Il TG1, non è lo studio legale del Governo. Minzolini vuole forse soppiantare Ghedini? E visti gli scarsi successi di quest'ultimo, nonostante sia l'unico avvocato in Italia che ha la possibilità di studiarsi le carte processuali e adeguare le leggi agli interessi del suo assistito, potrebbe anche riuscirci!
Chiedere ai giornalisti di fare il loro mestiere è non solo un diritto, ma un dovere.
Chiedere, da abbonato, le dimissioni di Minzolini è non solo un diritto, ma un dovere.
Cambiare canale è non solo un diritto, ma un dovere.
Giordano Dossi
per vedere l'editoriale:
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