domenica 8 novembre 2015

Nuovo reato di OMICIDIO STRADALE


INTRODOTTO IL NUOVO REATO DI OMICIDIO STRADALE





Approvata in seconda lettura alla Camera (ora torna al Senato) la legge che introduce due nuovi reati colposi: l’omicidio stradale e le lesioni personali stradali.

Si tratta di un provvedimento atteso da tempo da cittadini e associazioni, al quale nei prossimi mesi affiancheremo iniziative sull’educazione stradale,  l’aumento dei controlli e la manutenzione stradale e della segnaletica.
Tre i livelli di pena per l’omicidio stradale, corrispondenti alla gravità della condotta del conducente:
  • da 8 a 12 anni di carcere se l’omicidio è commesso in stato di ubriachezza grave (con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro) o sotto effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope;
  •  da 5 a 10 anni di carcere se l’omicidio è commesso in uno stato di ubriachezza (con un tasso tra 0,8 e a 1,5 grammi per litro) e  in presenza di violazioni stradali (eccesso di velocità, guida contromano, il mancato rispetto del semaforo, sorpassi e inversioni a rischio);
  •  da 2 a 7 anni se l’omicidio è commesso in violazione del codice della strada.
Specularmente sono tre anche i livelli di pena per le lesioni personali
Nel caso in cui il conducente sia ubriaco o drogato le pene vanno da 3 a 5 anni di carcere per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Nel caso in cui il conducente abbia nel sangue un tasso tra 0,8 e a 1,5 grammi di alcool per litro o l’incidente sia causato da manovre pericolose scatta la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. Nel caso di violazione del codice della strada (senza alterazioni psicofisiche ) resta la pena prevista attualmente.

Aggravanti

Se il conducente fugge dopo l’incidente la pena aumenterà da un terzo a due terzi, e non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione.

Revoca patente

In caso di condanna o patteggiamento per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni in caso di omicidio o 5 anni in caso di lesioni. Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

Raddoppio prescrizione

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza. 

venerdì 30 ottobre 2015

RIMPASTO IN REGIONE LOMBARDIA


Il vento di Expo e la bonaccia di Maroni




Una modifica della squadra di governo serve se e quando è finalizzata a rilanciare l’azione dell’esecutivo. Quello a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi in Lombardia non pare andare proprio in questa direzione.
 
Maroni ha varato il rimpasto con l’unico obiettivo di tenere assieme i cocci della sua maggioranza.

Lo prova il fatto che ha dovuto tenere per sé la delega più importante e strategica, quell’assessorato unico alla sanità e al welfare per il quale, tra veti politici e rifiuti tecnici, non è riuscito a trovare il nome giusto da proporre.
Il nuovo quadro non pare sconvolgere equilibri o rilanciare chissà quale progetto. 

Vicepresidenza confermata a Forza Italia, con il volto dell’assessore alla casa Fabrizio Sala, che comincerà forse ad occuparsi della materia a cui è delegato dopo aver fatto opera di rappresentanza ad Expo. Rimescolamento di deleghe in casa NCD tra Parolini e Melazzini per quanto riguarda commercio, attività produttive e ricerca. New entry Francesca Brianza alla Città Metropolitana e post Expo, Giulio Gallera al reddito di cittadinanza e inclusione sociale e l’ex magistrato Gustavo Cioppa ad occuparsi di trasparenza e collaborare direttamente con Maroni. Singolare, anche se mediaticamente vendibile, quest’ultima scelta: evidentemente l’attuale giunta non si sente in grado di garantire di suo trasparenza e legalità e si fa commissariare da un tecnico del settore.
 
La prima uscita della nuova squadra in consiglio è stata piuttosto fiacca, con, a tratti, i nuovi assessori a dover gestire da soli in aula la rappresentanza dell’intera giunta che non ha certo dato immagine di grande compattezza e voglia di ripartire di slancio.
 
Siamo anche giunti alla chiusura di Expo.

Un evento che ha superato ogni attesa e ha consegnato a Milano e alla Lombardia un’importante eredità in termini di immagine e di prestigio internazionale. 

Maroni e i suoi, dopo la figuraccia iniziale di Pianeta Lombardia, hanno strada facendo preso confidenza e coraggio, anche se crediamo non abbiano sfruttato fino in fondo le potenzialità di questi sei mesi. Al di là degli abbondanti comunicati stampa, sarebbe interessante chiedere ai lombardi se si siano accorti dei padiglioni artistici firmati da Sgarbi o abbiano memoria di qualche evento ospitato nello spazio della Lombardia.
 
Si apre ora la partita del dopo esposizione per il quale Maroni aveva lanciato il suo “Fast post Expo” di cui si sono perse tracce e memoria. 

La Lombardia dovrebbe guidare il processo di passaggio al dopo, ma la sensazione è che si stia limitando ad attendere che sia il governo a togliere le castagne da un fuoco che, se non presidiato adeguatamente, rischia anche di affievolirsi rapidamente. E’ un autentico paradosso che alla chiusura di Expo non si sappia ancora che cosa accadrà delle aree e su questo tema la regione deve farsi un bell’esame di coscienza: da quando è presidente Maroni su questa vicenda pare non essersi mosso uno spillo. Maroni sembra essersi preoccupato di non finire in qualche pantano più che di dare un contributo effettivo alla soluzione del problema. 

A proposito di Expo, salutiamo con grande favore l’approvazione della legge per il diritto al cibo in Lombardia, un atto concreto per far sì che la regione si assuma l’onere di non fare cadere l’eredità dell’esposizione universale e trasformarla in concrete politiche per una distribuzione più equa e sostenibile del cibo anche nei nostri territori.

(Blogdem 30/10/2015)

lunedì 26 ottobre 2015

Sella dell'Oca 2015









Sella dell’ Oca, ottobre 2015 
“Orazione in memoria di Mario Bernardelli e Giuseppe Zatti” 
Luigina Boemi




Non sappiamo quanti furono coloro che presero parte ai movimenti di resistenza nella nostra provincia, in Italia, in Europa, in quegli anni spaventosi quando la Storia presentava un conto terribile, fatto di una guerra planetaria, di regimi dittatoriali, di persecuzioni razziali, di diritti negati, di morte.

Non sappiamo quanti furono i militari ribelli, gli studenti, i giovani, gli operai e i contadini, i cattolici e i laici, i cittadini e gli abitanti delle valli e delle pianure, le donne che decisero con fermezza quale era la parte giusta, quale era la scelta da fare senza tentennamenti, senza dubbi.
Le loro infinite storie, spesso sconosciute, forse senza nome, quelle innumerevoli vite, fluirono davvero come un fiume inarrestabile, inarginabile, un fiume di energie, di abnegazione, di coraggio, di sacrificio, nella Storia, quella dei documenti e dei libri, quella maiuscola.

Quelle donne e quegli uomini alzarono lo sguardo sopra il recinto forse rassicurante del loro quotidiano, della loro individualità e colsero impellente la necessità di uscirne, di fare qualcosa, di agire, di dire di NO.
E non contarono differenze di istruzione o classe sociale, per trasformare la consapevolezza in azione, per agire là dove si poteva scorgere la possibilità, la speranza anche minima di cambiamento.
Quella speranza che non è l’attesa di eventi legati al fato o al caso, ma nasce dall’ impegno e dalla forza di reagire.
E quel fiume di vite, di costruttori di un’ Italia nuova, di pensieri, di intelligenze, di passioni, si tradusse in opposizione, in resistenza, in azioni di appoggio e collaborazione, in lotta armata.

domenica 11 ottobre 2015

Fondazione Richiedei


FONDAZIONE RICHIEDEI


IL SINDACO, IN PIENA AUTONOMIA, HA SCELTO IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE.


QUESTO C.D.A. STRACCIA I CONTRATTI DI LAVORO SENZA ALCUNA TRATTATIVA SINDACALE E COINVOLGIMENTO DEI DIPENDENTI.


IN QUESTI TRE ANNI I LAVORATORI HANNO CONTRIBUITO, CON PESANTI SACRIFICI ECONOMICI, ALLA SALVAGUARDIA DELLA FONDAZIONE.


SITUAZIONI DI TENSIONE E CONFLITTUALITA’ NON GARANTISCONO QUALITA’ DI SERVIZIO AI CITTADINI.

CARO SINDACO

LEI NON HA NIENTE DA DIRE ?

martedì 6 ottobre 2015

Licenziamenti al Richiedei


LICENZIAMENTI AL RICHIEDEI


IL PARTITO DEMOCRATICO

RITIENE:


Incomprensibili e inspiegabili i motivi sulla qualità del servizio di assistenza domiciliare (S.A.D.) che hanno escluso la fondazione Richiedei dalla gara d’appalto.

Pretenziosa l’interruzione della trattativa con le organizzazioni sindacali di categoria da parte del C.d.A del Richiedei.

Poco chiari i rapporti passati e recenti dell’assessore ai servizi sociali con la cooperativa vincitrice dell’appalto.


QUANDO CI SONO IN GIOCO RISORSE PUBBLICHE,

LE PROCEDURE DEVONO GARANTIRE

LA MASSIMA TRASPARENZA.

giovedì 10 settembre 2015

Rifugiati che vengono in Pace


LETTERA APERTA AI CITTADINI DI SAN COLOMBANO,
DAI RIFUGIATI CHE VENGONO IN PACE
E NON VOGLIONO FARE DEL MALE.
Abbiamo chiesto di essere aiutati a scrivere questa lettera.

Noi richiedenti asilo chiediamo ai cittadini di San Colombano di accettarci. Non vogliamo essere visti come un problema e non vogliamo creare problemi. Siamo qua come rifugiati e vorremmo poter essere utili alla comunità.
...
Unione, pace, amore, comprensione, tolleranza, libertà di movimento, possibilità di scambio, di incontro faccia a faccia: questo desideriamo.
Non siamo venuti per fare guai, non siamo una minaccia per voi, per la vostra vita, per la vostra cultura. 
Siamo esseri umani che sanno cosa è giusto e cosa è sbagliato. 
E’ brutto sapere che la gente è contro di te. Fuori da qui vediamo persone che protestano, che gridano e che ci minacciano. Noi non odiamo nessuno e non abbiamo cattive intenzioni, ma non vogliamo vivere più con la paura.
San Colombano è la nostra salvezza e vorremmo avere la possibilità di dimostrare la nostra riconoscenza per quanto ci viene offerto.
Noi abbiamo lasciato la nostra terra, le nostre famiglie, le nostre case. Qui siamo soli, ma nessun uomo è un’isola, nessuno può vivere da solo, qui vorremmo sentirci come in una grande famiglia.
Chi siamo? Dei giovani. Un muratore, un camionista, un meccanico, un imbianchino, un aspirante giornalista, un contadino, un calciatore….. Veniamo dal Gambia, dalla Nigeria, dal Bangladesh, dal Ghana….
Siamo arrivati qui dopo viaggi lunghi e pericolosi, alla ricerca di un luogo dove poter vivere in pace, perché nei nostri Paesi d’origine ci sono guerre e dittature. Cosa sogniamo? Un futuro sereno, la libertà…. E la felicità, come tutti i giovani del mondo.
Stasera ci hanno detto che fra pochi giorni inizieremo un corso di italiano; nel sentire questa notizia noi abbiamo applaudito perché crediamo che sia importante imparare la vostra lingua per comunicare con voi e per farci conoscere.
Sarebbe bello un giorno bere tutti insieme una tazza di ataja, un buon thè caldo, con un sorriso e senza paura!

I VENTI RICHIEDENTI ASILO
ALLOGGIATI PRESSO LA CASA “AL CACCIATORE” DI SAN COLOMBANO

lunedì 13 luglio 2015

La Buona Scuola



 
Con l’approvazione definitiva della riforma della scuola siamo finalmente alla svolta attesa per anni. Rafforzamento dell’autonomia degli istituti, contrasto ai fenomeni dell’abbandono e della dispersione, lotta alle diseguaglianze sociali, culturali e territoriali ancora presenti nel nostro Paese, sono gli obiettivi principali che ci siamo dati con questo provvedimento. Allo stesso tempo queste norme servono a dare maggiore formazione agli studenti, garantire il diritto allo studio, attuare un grande piano per la sicurezza e la modernizzazione degli edifici. Oltre centomila insegnanti saranno assunti già per il prossimo anno scolastico ed è previsto un concorso per altri sessantamila. La cifra degli investimenti complessivi è di 4 miliardi di euro in due anni.
Ecco alcuni punti che danno il senso delle profonde innovazioni introdotte con la riforma 
  • Più di 100 mila assunzioni dall'anno scolastico 2015/2016
    Piano straordinario di  assunzioni a tempo  indeterminato di personale docente
  • Nuovo concorso entro dicembre 2015 per 60.000 insegnanti abilitati
    Concorso che valorizzerà al massimo titoli ed esperienza professionale
  • La carta di identità della scuola con priorità e indirizzi strutturata da tutta la comunità scolastica.
    Viene elaborata dal Collegio docenti e votata dal Consiglio d’istituto
  • Curriculum e Carta dello studente
    Lo studente potrà aggiungere insegnamenti opzionali per seguire vocazioni e talenti. Il CV conterrà i risultati scolastici, le esperienze personali e di alternanza scuola-lavoro, e avrà un peso alla maturità. Carta dello studente per accedere a beni e ai servizi e per la mobilità nazionale e internazionale.
     
  • Alternanza scuola-lavoro
    Per costruire un ponte tra scuola e mondo del lavoro: 400 ore di alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici professionali e 200 ore nei licei. Viene istituito il registro nazionale delle imprese per l’alternanza e la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti.
  • Piano nazionale per la scuola digitale
    90 milioni di euro per la scuola del XXI secolo: formazione dei docenti,   infrastrutture digitali, nuovi  laboratori aperti a  territorio.
  • Risorse per la formazione del docente
    40 milioni di euro per la formazione in servizio e 500 euro l’anno ad ogni  insegnante attraverso la Carta del docente per consumi culturali: acquisto di libri, tecnologie, mostre concerti, teatri.
     
  • Docenti premiati per merito
    Istituito un Fondo di 200 milioni di euro per premiare l’impegno degli insegnanti.
    I fondi sono assegnati seguendo la griglia definita dal  Comitato per la valutazione.
    Il Comitato è composto da: 3 docenti, un genitore, uno studente e un membro esterno.
     
  • Responsabilizzazione del dirigente scolastico
    Il dirigente scolastico è responsabile degli esiti della scuola. E’ valutato ogni tre anni da un nucleo di ispettori ad hoc.
     
  • Investimenti per edilizia scolastica
    300 milioni di euro per scuole innovative, 40 milioni per ispezionare controsoffitti e solai di tutte le scuole del Paese. Più risorse, più sicurezza, più innovazione.
     
  • School bonus: la scuola è un bene comune
    Tutti potranno sostenerla con donazioni agli istituti fino a un massimo di 100 mila euro (con un beneficio fiscale del 65%). Il 10% di ogni donazione andrà in un Fondo di perequazione per sostenere le scuole in aree disagiate.
     
  • Nel rispetto dell'autonomia per una scuola più aperta e inclusiva
    Più inglese, educazione fisica e musicale nella scuola primaria. Più storia dell’arte , diritto, economia nelle scuole secondarie. Lotta alla dispersione scolastica.
     
     
     
 
 

sabato 13 giugno 2015

Gli smemorati di Pontida


Gli smemorati di Pontida

Il Regolamento di Dublino,

per il quale il Paese di arrivo dei migranti è quello competente per la domanda d'asilo,

è stato firmato da Maroni‬ e Scajola‬




Da ministro dell'interno Maroni pontificava:


'Tutte le Regioni devono accogliere i profughi' 
Da governatore della Lombardia minaccia:


'Stop accoglienza, meno soldi ai sindaci che accolgono migranti'

Dottor Jekyll e mister Hyde




 NOI INVECE STIAMO NEL SOLCO DEL MESSAGGIO DI DON MILANI:


Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.



A PROPOSITO DI DIRITTI. di don Lorenzo Milani

venerdì 5 giugno 2015

PD presente e futuro



Mercoledì prossimo, 10 giugno 2015,
sarà presente a Gussago il
Segretario Provinciale del Partito Democratico,
MICHELE ORLANDO
 
per condividere alcune riflessioni su quanto sta succedendo oggi nel PD e nella Politica Italiana.
 
E' un'occasione molto importante per comprendere quali possono essere i prossimi scenari politici.

Vi aspettiamo numerosi.