lunedì 21 settembre 2009

In ricordo di tutti i militari morti oltremare

E' morto Luciano Codenotti.
In questo momento di dolore tutto il Partito Democratico gussaghese è vicino alla moglie Vanda, ai figli Matteo e Miriam, ai fratelli Gabriele, Agnese, Giorgio e a tutti i parenti.

Aggiornamento sito Partito Democratico

Abbiamo aggiornato il nostro sito, inserendo le fotografie della Convention del 20 settembre. Abbiamo inserito anche i risultati delle primarie del nostro circolo.
Mozione Bersani 15 voti, mozione Franceschini 34 voti, mozione Marino 5 voti.
Abbiamo anche i dati della Lombardia al 20 settembre.
Bersani 1543, Franceschini 1139, Marino 400.
Abbiamo inserito anche la delibera di nomina del C.d.A. della Fondazione Richiedei.

giovedì 17 settembre 2009

Aggiornamento Sito Partito Democratico

E' stato aggiornato il sito del PD circolo di Gussago. Inseriti i documenti del Consiglio Comunale dell' 11 settembre 2009 vedi....
Inserite anche le fotografie dell'Assemblea del 15 settembre vedi.... e la convocazione per la Convention di Circolo del 20 settembre 2009 vedi...

mercoledì 16 settembre 2009

Notizie dal mondo

Elezioni in Norvegia, conferma del centro-sinistra. Vincente l'idea di avere un leader ed un programma di centro-sinistra.
Il programma di Vespa è stato battuto dalla fiction di Garko
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Un passo falso, un errore di comunicazione, prima ancora che di opportunità politica. La lunghissima serataccia di Berlusconi a Porta a porta vive il suo logico, anche se sorprendente, corollario nell’impietoso responso dei freddi numeri Auditel: 13,47% di share, 9 punti in meno della non irresistibile fiction programmata su Canale 5 e altrettanti rispetto alla media di rete. In una serata, peraltro, nella quale la controprogrammazione, probabilmente non per caso, era più che mai fiacca.

No, questa volta il Grande Comunicatore ha sbagliato proprio sul suo campo. Colpito duro per mesi nella sua sfera privata, seccato da un conflitto strisciante con Gianfranco Fini che avrebbe voluto evitare a ogni costo, provato dalla gestione delle intemperanze dei vari Feltri e Bossi, il Cavaliere ha pensato bene di rispondere con uno show nel salotto televisivo amico a base di concretezza, di mattoni, di gru e delle salutari lacrime di gioia dei terremotati che ritrovavano un tetto sotto cui vivere.

Un’idea che in altri momenti si sarebbe rivelata vincente e che forse lo sarebbe stata anche ieri, a patto di tenere moderati i toni, di contenere l’intervento ai temi legati alla ricostruzione, di limitare quanto più possibile i tempi della trasmissione ed evitando, se possibile, la polemica del giorno prima, con gli slittamenti sospetti di Ballarò e Matrix, le magagne sulla sorte di incerta di Annozero e Report e l’incognita delle nuove nomine di Rai Tre. Un cocktail esplosivo che il Cavaliere non è riuscito a gestire.

Ha perso ben presto un doveroso tono di sobrietà già parlando delle nuove case di Onna (“Tutti noi vorremmo abitare in villette così”, “Saranno dei nidi d’amore”), si è ripetutamente impappinato sulle cifre della ricostruzione nel terremoto dell’Irpinia e soprattutto non si è trattenuto nel lancio di anatemi pesanti contro Repubblica, i giornalisti in generale, i “comunisti”, i “cattocomunisti”, i programmi Rai a lui ostili e i leader politici dell’opposizione, arrivando persino a sfidare la memoria di De Gasperi nel difficile tentativo di dimostrare di essere un presidente del Consiglio migliore.

E tutto questo senza un contraddittorio vero, senza nemici in studio che avvelenassero subdolamente il clima e con un Vespa che da ossequiosa spalla si è trasformato per forza di cose in un interlocutore credibile, almeno quando ha posto la ricorrente domanda sul conflitto di interessi nel sistema televisivo, cogliendo paradossalmente impreparato il suo ospite.

No, Berlusconi è caduto nella sua stessa trappola. Sa di avere ancora la fiducia di un gran numero di italiani, ma forse non ha compreso che la “luna di miele” che ha caratterizzato i suoi primi mesi di governo se non è finita, è seriamente compromessa a causa, più che di Noemi e della D’Addario, della crisi economica. Ha capito che alle famose dieci domande di Repubblica gli conviene rispondere con la forza dei fatti e con l’autorevolezza del suo governo, ma non ha rinunciato alla polemica rovente e alla demonizzazione dell’avversario. Così, lo show di ieri, considerati tutti i mal di pancia della maggioranza e le tensioni con il mondo dell’informazione, è stato un autentico boomerang per l’immagine del governo e del suo capo.

Non cantino vittoria i suoi avversari, però. Non è la prima volta che il Grande Comunicatore sbaglia la strategia di comunicazione. Lo fece quando si presentò dimesso ed esitante nel primo confronto televisivo con Prodi nel 2006, salvo cambiare passo nel secondo e costringere l’avversario a un inatteso pareggio elettorale che segnò il destino dell’ultimo governo di centrosinistra.

Berlusconi, in genere, impara dai propri errori: i suoi rivali sono avvisati…


Francesco Lener http://www.loccidentale.it/trackback/78146

Quanti fondi ai terremotati?

domenica 13 settembre 2009

LETTERA DI BRAGAGLIO - GIORNALE DI BRESCIA 13-SETTEMBRE

Regolamento da modificare in Commissione

Ore 06:00
sabato, 12 settembre 2009

In queste settimane si sono registrate riflessioni critiche sul Regolamento di Polizia locale di Brescia, contro interventi e sanzioni che hanno sollevato molte perplessità.

Alcuni interventi hanno riguardato presunte infrazioni, quale quella di una persona seduta sui gradini della "Bella Italia", e che è stata multata pur non intralciando il passaggio pedonale.

Discrezionalità ed imprecisioni di alcuni articoli avevano già sollevato in Consiglio alcune contrarietà. Ed il fondamento di tali obiezioni è stato confermato in fase di applicazione del Regolamento. In particolare si sono registrate fondate polemiche anche perché alcune sanzioni sono state applicate, con intenti vessatori, solo a cittadini extracomunitari.

Le risposte fornite dall'assessore Rolfi risultano inaccettabili perché volutamente egli tende a confondere questioni tra loro molto diverse. Un conto è il valore della sicurezza ed il contrasto degli atti di vandalismo e di inciviltà che giustamente sono sanzionabili, e su cui in Consiglio vi è stato unanime consenso. Un conto è la repressione di comportamenti che nulla hanno a che vedere con l'inciviltà e che sono un modo libero e gradevole di vivere la città ed il verde pubblico.

Confermo da parte mia un giudizio critico di fondo sugli indirizzi di Rolfi, che agita la bandiera politica della Lega per alimentare paure, più che per produrre effettiva sicurezza. Una scelta, tra l'altro, che distoglie forze ed attenzione dal contrasto dei fenomeni di effettivo rischio e di criminalità, oltre che per una migliore viabilità.

Ma il mio richiamo, oggi, riguarda le norme che sono assurde o inapplicabili.

Così come è scritto non si sa se è possibile bere bibite passeggiando, perché non è chiaro come ciò si colleghi all'atto del deposito dei contenitori nei cestini, per non essere multati. Su tutto il territorio comunale risulterebbe impossibile sedersi su gradini o stendersi su una panchina in Castello o in riva al Mella, quand'anche tutte le panchine fossero libere. I bambini non potrebbero effettuare giochi, se non autorizzati. È vietato consumare il gelato passeggiando in centro perché di sicuro si passa "nei pressi di edifici di valore monumentale", e quindi si è soggetti a sanzione. È vietato in Maddalena, come in tutte le aree verdi, con un tavolino pieghevole, fare un pic nic. È assurdamente vietato servirsi di fontanelle, come giustamente ha denunciato il collega Ungari.

Cose assurde? Già, ma nel Regolamento stanno scritte proprio così. Di fronte a queste obiezioni s'è detto che il Vigile applica le norme, anche se mal formulate, con intelligenza. Ma il problema non è l'intelligenza del Vigile, ma l'assurdità di alcune norme, quelle che comportano una multa se si è seduti su un gradino in Centro, se si fa una pallonata o se una famiglia fa un pic nic in Maddalena!

In presenza della richiesta del Gruppo Pd di rivedere i criteri di applicazione dei divieti dell'art. 23 Rolfi si era impegnato a modificare presto il Regolamento. Gallizioli, il capogruppo della Lega, afferma, viceversa, che se ne riparlerà tra un anno. Ritengo questo un errore di impostazione, prima che di testardaggine, perché il problema che pongo in questa fase - lo stesso posto anche dal collega Patitucci - non è tanto la ridiscussione dell'impianto di un provvedimento appena approvato, ma quello di togliere subito di mezzo alcune incongruenze incivili ed assurdità. Peraltro rilevate anche da consiglieri del Pdl, anche se finora se ne sono stati ben zitti, subendo l'impostazione della Lega.

È indispensabile fare alcune modifiche che tolgano almeno alcune assurdità. Per questo riterrei opportuno venisse convocata una seduta della Commissione Sicurezza, al fine di introdurre le modifiche necessarie.

Claudio Bragaglio

Consigliere comunale Pd

Vicepresidente della Comm.

Decentramento e Sicurezza